Anna e Cecilia visitano l’ecovillaggio “Ciricea” a Piteccio, Toscana.

Tra le intriganti vallate dell’Appennino Tosco-Emiliano, lungo la via dell’antica ferrovia Porretana, nelle colline sopra Piteccio (Pistoia) a 450 metri sul livello del mare, sorge da poco più di un anno un progetto ecologico e sociale di nome “Ciricea”.

Quello di Ciricea é il tentativo di ricreare e trovare “nuove espressioni per la relazione dell’uomo con la natura e l’universo attraverso un modello di vita comunitario, la valorizzazione dei territori marginali ed abbandonati, la riduzione dei consumi e quindi dei costi di conduzione e la conseguente dipendenza dal mercato, la gestione in modo autosufficiente dell’alimentazione e delle costruzioni, la diffusione e la divulgazione di un approccio olistico al fine di difendere l’ambiente ed il benessere psico-fisico di ognuno”. Per questi obbiettivi nel luglio del 2010 cinque persone del Pistoiese si sono unite creando l’associazione e ecovillaggio e diventando soci della RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici)  per rafforzare e mettere in rete il loro impegno e il loro sapere.

Pranzo nell’aia di Ciricea

Per curiosità e voglia di connessione con le realtà comunitarie nascenti della Toscana, Anna e Cecilia dell’associazione “Paradiso Ritrovato” sono andate a visitare e conoscere l’ecovillaggio “Ciricea”.

E’ una giornata calda, scaldata dall’insolita esplosione di sole autunnale di questo 2011. La bella casa grande di colore arancione appoggiata sognante davanti ad una grande aia, sorprende per la bellezza e la cura dei particolari. Gli abitanti di Ciricea ci accolgono per un pranzo delizioso preparato da Beba. Al momento della nostra visita sono in sette umani, sei galline, due galli, due cani e qualche gatto (pardon! non gli ho contati) a popolare l’ecovillagio. Mentre le galline scorrazzano libere nell’aia, a volte addirittura tentando di rubare qualche boccone dal piatto, Beba ci racconta che i turni per il pranzo e la cena non sono organizzati rigidamente e chi ha voglia di cucinare cucina per sé e gli altri. “Fino ad ora ha funzionato sempre molto bene e molti di noi sono bravissimi a far da mangiare” dice Beba. Ci ritroviamo a parlare delle cose del vivere quotidiano, che spesso sono le quelle più difficili da gestire nella vita comunitaria, così come dei nostri desideri e delle nostre storie di vita. Dopo pranzo e prima del calare del sole visitiamo il l’orto di Ciricea. Cristiano, esperto erborista legato alla natura del luogo dalla nascita, ci mostra la serra appena costruita e la bellezza che emerge da un orto sinergico.

“Purtroppo é un po’ lasciato andare a se stesso” commenta Cristiano (anche se ad Anna e me sembra un orto molto curato) “ci sono molti lavori da fare e troppo poco tempo per farli”. A Ciricea infatti, la maggior parte dei membri comunitari, studia o lavora tra Pistoia e Firenze.

Allo stesso tempo Ciricea é iscritta al WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms) che ormai si é affermata come una vera e propria rete di aiuto e sostegno concreto a fattorie biologiche e alle realtà degli ecovillaggi.

Continuando la nostra visita nell’orto, Cristiano ci racconta come quello su cui stiamo camminando diventerà parte del percorso dell’orto didattico, in cui i bimbi dei paesi limitrofi, potranno mettere le mani nella terra, sporcarsi, divertirsi e annusare l’odore di piante come la lavanda, la salvia, il timo e l’iperico.

Cristiano ci mostra inoltre la vecchia mangiatoia dei cavalli che da poco é stata risistemata per poter creare un laboratorio di erbe medicinali e spontanee e un laboratorio per i lavori manuali.

Sopra la vecchia mangiatoia, c’é la stanza della meditazione dove gli abitanti di Ciricea e tutti coloro che vogliono possono partecipare all’incontro di meditazione della domenica. E’ uno spazio aperto dove i Ciriceani si sperimentano con diversi tipi di meditazione, diventando così un momento speciale di condivisione.

Il resto del pomeriggio lo passiamo pulendo canne di bambù e bevendo una ricca tisana di erbe raccolte e seccate a Ciricea.

Grande cena con molti amici la sera. E’ questo uno degli aspetti più belli del vivere assieme ad altri, non più come singoli atomizzati nascosti nei nostri appartamenti mini-porzione. La condivisione di spazi, di allegria e di leggerezza é importante così come la capacità di stare nel conflitto assieme, affrontarlo e trovare soluzioni. A Ciricea ho pensato: “i tempi sono maturi per un vero e profondo cambiamento globale”. Lo sono perché le persone che vivono insieme non vogliono più negare il conflitto ma affrontarlo con tenacia e profondità per trovare soluzioni pratiche comuni.

Grazie mille all’ecovillaggio Ciricea per questa esperienza comunitaria e per la calda ospitalità.

Grazie speciali a Mirko per la sua dolcezza, la sua curiosità e i piedi nudi sulla terra.

Grazie a Beatrice per la sua energia ed esperienza.

Grazie a Paolo per il peperoncino e tutto il bene che ci ha voluto!

Grazie a Beba per la forza del suo impegno, per l’energia nel ballo, per la sua capacità di trasformare i conflitti in occasioni di crescita per la comunità e per la meditazione della domenica.

Grazie a Cristiano per la visita guidata, per la conoscenza delle erbe medicinali e spontanee e per tutte le informazioni sulla magia dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Grazie a Lina per il suo sorriso, per la passeggiata nel bosco e il silenzio e per le danze popolari del Maggio.

Grazie a Massimo per essere tornato dalla Turchia pieno di racconti di terre lontane.

Alla prossima.

Visuale dall’orto di Ciricea

 Mirko nell’orto sinergico

Beba dopo la meditazione guidata da lei.

Pomodori e montagne a Ciricea

La Banca dei Semi di Ciricea ed il suo banchiere (Cristiano detto il Grisou)

Anna prepara gli gnocchi di zucca per il pranzo

Gnocchi di zucca pronti!

Laboratorio per i materiali dentro alla vecchia mangiatoia.

Mirko e una delle principesse dell’aia di Ciricea.

Cecilia felice assieme ad una sua compare.