Anna racconta il viaggio tra le realtà ecologiche della Toscana: Elfi, Cerro Balestro, Rays e Ciricea.

Anna racconta il viaggio tra le realtà ecologiche della Toscana: Elfi, Cerro Balestro, Rays e Ciricea…

AVALON-POPOLO DEGLI ELFI:

Un veloce passaggio ad Avalon, dove Mario ci accoglie come sempre con il suo grande cuore e la sua saggezza…e rivediamo con gioia cari amici!

CERRO BALESTRO:
Lasciati i balli e la vita tra il contadino e il cittadino di Ciricea, ci addentriamo nella campagna maremmana. La prima ad andare in esplorazione sono io, Anna. Sono a Cerro Balestro, località vicino a Tatti dove vivono per ora Cosimo e Francesca con la splendida piccola Clara. Il mare si vede tra le colline di macchia mediterranea, si sente il suo profumo, si vedono i sugheri che mi ricordano il paesaggio di Tamera in Portogallo e, tra la pioggia, il vento o il sole, il clima mite non mi abbandonerà mai. Ho la bellissima opportunità di lasciare la macchina 10 minuti prima di raggiungere a piedi la casa che mi ospiterà. Già da questa camminata, il tempo incomincia a scorrere in modo diverso.

La casa è piccola ma essenziale, l’elettricità c’è, ma solo quando serve, ci si alimenta e con un pannello solare, niente Enel (yeah!!!). I ragazzi hanno chiari progetti per sviluppare l’autosufficienza energetica e sviluppare la decrescita senza rinunciare ad una certa praticità e comodità di vita. Per ora, mi godo l’essenzialità che mi aiuta ad essere più consapevole e semplice. Il cercarsi la legna, segarla, scaldarsi l’acqua, cucinare sano e bene e poi…imparo anche i primi rudimenti di falegnameria. Mi godo la mancanza di cellulare, internet, guadagno in presenza.  Per entrare in casa ci togliamo le scarpe. Sembra banale ma l’azione di togliersi le scarpe fa la differenza dentro di me, è come se mi avesse aiutato a riconoscere maggiormente l’importanza e la sacralità del mantenere lo spazio comune “pulito”, sia fisicamente ma anche energeticamente. 

Arrivo in un giorno “affollato” altre persone sono in visita, una coppia con due bambini fenomenali. Mi sorprende realizzare ancora una volta quanta gente si sta muovendo e come le energie, l’accoglienza e il sintonizzarsi l’un l’altro tra persone che hanno gli stessi desideri,  possa avvenire sempre più rapidamente.

Vivere in semplicità e bellezza credo che sia un elemento fondamentale per poter accogliere ed essere disposti a dare, da questa qualità di Cosimo e Francesca, scaturisce la possibilità di essere ospitate, come Paradiso Ritrovato e simpatizzanti, nella loro casa per il week-end!!!

Finalmente infatti, arriva il seguito, prima Cecilia, poi Valentina, Roberto e Nicola per un meeting paradisiaco e l’esplorazione di terre grossetane.

Per un gruppo nomade che ha voglia di trovarsi e cercare dove metter radici, non è sempre facile trovare un posto che ci accolga, Grazie!!!! 

Lo stacco tra la vita semplice con chi vive quotidianamente questa realtà che è quella che voglio vivere e l’arrivo di amici che stanno sognando, come me, ognuno a modo proprio, questa realtà, si fa sentire in me. Diventa subito più difficile rimanere nella bellezza del presente, delle cose semplici, del fare quotidiano. Sento che quando si è uniti nel fare quotidiano e si ha un obiettivo comune tutto diventa più semplice…Cosi, per ricambiare la disponibilità e contribuire a questo sogno collettivo di un mondo più sano, ci dilettiamo tutti assieme ad intonacare in terra cruda una parete con decorazione finale. Un’azione energica che mi ha aiutato ancora a tornare nel presente e nella vita che voglio!

 Lascio il posto ma mi rimane nel cuore per giorni e mi chiedo, come altre volte è successo in questo tipo di esperienze, se non sia proprio questa, tra le varie tipologie di vita ecovillaggista, la vita in decrescita che voglio vivere…

RAYS:

Come dagli Elfi, anche qui il passaggio è veloce, l’accoglienza continua ad essere meravigliosa e ancora una volta apprezzo la capacità e il desiderio di autosostenersi, acqua di fonte, energia autoprodotta, legna dal bosco per scaldarsi…

Anzichè lavorare 11 mesi all’anno per vivere e guadagnare per mantenerci, pagando aziende che in modo poco ecologico ci forniscono servizi, lavoriamo lo stretto necessario per fornirci da noi ciò di cui abbiamo bisogno…ha senso no???

Continuo a notare in tutte le persone che scelgono questo stile di vita molta più gioia e serenità…nonostante la mancanza di un “posto fisso” o di un conto in banca!

BAGNAIA:

Finalmente, visito Bagnaia, che per me è come la mamma, la nonna, la sorella maggiore e l’amica confidente di tanti ecovillaggi appena nati o in fase di costruzione. E’ stato splendido aver potuto godere di cibo quasi interamente autoprodotto. Wow, una comunità che è un esempio consolidato in questo! Anche per quanto riguarda le fonti energetiche ed idriche! Inoltre, nonostante la brevità delle visita, ringrazio per l’apertura di questo ecovillaggio che mi ha permesso di ricevere da Alfredo e altri, consigli utilissimi per la nostra Associazione,  per la possibilità di dare una mano e al tempo stesso imparare qualcosa di nuovo (ho un po’ imparato a potare le viti!), nonché per le nuove amicizie! Non è scontato riuscire a trovare tutto ciò in una comunità un po’ più “matura” e strutturata, come può esserlo quella di Bagnaia! Grazie!

CIRICEA:

ll cerchio si  chiude con la comunità di partenza, ritrovando gli affetti e la gioia iniziale, riaprendosi a varie possibilità di lavorare assieme…grazie!

AMBASCIATRICE DI SEMI:

Visitando per la prima volta Ciricea è nato un nuovo mestiere in me.  Offrendo loro dei semi è avvenuto uno scambio di altri semi che sono stati portati in altri posti. Così mi sono data questo nome: “Ambasciatrice di semi”, che assumeva, di km in km, di posto in posto, significati ulteriori.

In ogni luogo visitato ora c’è un piccolo seme di altre esperienze, tutte accomunate dallo stesso desiderio di acquisire sempre più consapevolezza e cura verso madre terra. I semi sono ciò che ci aiuta a sostenerci e sempre di più il sostentamento avviene grazie alla contaminazione e alle reti che sappiamo tessere reciprocamente, al fatto che ci conosciamo, apprendiamo dall’esperienza altrui e ci sosteniamo reciprocamente con il cuore e nel costruire assieme.  Seminare è un atto pratico che fa crescere una pianta, ma assume un valore ancora più importante se il seme proviene da posti che sono in collaborazione tra loro e i semi che produrrà la pianta nascente saranno i semi che raccolgono esperienze collettive. Così il sostentamento futuro per me avverrà sempre di più dalla capacità di cooperare nelle azioni quotidiane.

Per anni, ho lavorato nella creazione di reti, tra un lavoro e un altro e ho la tendenza a farlo ovunque io vada. Queste reti a volte, tuttavia, diventano troppo eteree e tendono a farci sentire individui “liquidi” anziché “solidi” (vedi: Bauman,”Intervista sull’Identità”), individui che contemporaneamente, fanno dicono, pensano mille cose, dimenticandosi, a volte di essere nel presente, preoccupandosi della propria sfera individuale e difendendo il proprio “sé” dal “sé” altrui.

Essere ambasciatrice di semi per me ora significa riappropriarmi di un nuovo modo di vivere: mantenere il desiderio di essere collegata con varie realtà ma agire nel qui e ora per seminare, aiutare lo sviluppo di ogni realtà, come se fosse la mia, sentendo sempre di più che questa parola “mio” ha sempre meno significato.