Lucia presenta un progetto interessante: Marrai a Fura!

La redazione di Marrai a Fura è composta da giovani professionisti dai profili differenti ma con l’ interesse comune per la cittadinanza attiva, la crezione di spazi sociali e l’ecologia. Un’equipe pluridisciplinare nella quale ognuno collabora in base alle proprie competenze e attitudini.

Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” è il portale web con le news dal mondo dello sviluppo sostenibile e della progettazione partecipata.

Un sito web che segnala e dà visibilità a notizie, curiosità e appuntamenti sull’ecologia e l’ambiente, l’alimentazione sana, le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’eco-sesso, l’educazione ambientale, la comunicazione ambientale.

E ancora: buone pratiche di progettazione collaborativafacilitazione dei gruppi e azioni dal basso, ed ampio spazio agli appuntamenti e alla formazione (convegni, corsi, master, fiere, eventi, workshop, incontri).

Marrài a fura è un’espressione in Sardo.

Letteralmente può essere tradotta come zappare di nascosto, furtivamente.

Si dice di azione da stupidi: chi farebbe fatica per niente, oltretutto in modo furtivo?

Indica un cosa che si fa come si stesse rubando, anche se in realtà si sta lavorando per il bene altrui. Nel caso del detto sardo si fa un grosso favore al proprietario del terreno, perchè zappare (marrài) è un lavoro pesante da cui in molti preferirebbero liberarsi.

 Il nome è nato chiacchierando del guerrilla gardening, il movimento i cui attivisti praticano una sorta di giardinaggio politico, trasformando in aiuole fiorite e angoli verdi le aree degradate e abbandonate della città.

Marrai a Fura non pratica il guerrilla gardening, ma la filosofia alla base è la stessa: portare avanti il proprio progetto di sostenibilità e partecipazione, anche se non è stato espressamente richiesto da nessuno.