Malerbe e libertà!

Il venticinque Aprile si sta avvicinando : il giorno di liberazione dell’Italia.

“La guerra è finita” , annunciava la radio!

Penso proprio a questo mentre raccolgo la Silene…

Penso alle così dette malerbe, i nemici dei contadini odierni, qualcosa da estirpare alla radice e assolutamente da evitare che vada in seme, che si riproduca , moltiplichi.

Osservo il pascolo nel quale sono immersa. Finalmente la primavera è iniziata. I colori si risvegliano dopo l’ inverno e gli odori m’ inebriano.

Glicine, Tarassaco, Tulipani, Ciliegi, margheritine, Non ti scordar di me e addirittura fa capolino il primo spavaldo Papavero.

Penso a chi ha contribuito a salvare l’ Italia. Penso alla resistenza, a mio nonno partigiano e alle così dette “malerbe” del regime: i ribelli, anche loro da estirpare alla radice, proprio come la mia cara Silene.

Osservo ancora il pascolo e rifletto sull’ importanza e la ricchezza che la biodiversità porta.

Biodiversità vegetale e biodiversità culturale.

Dove saremmo ora se il mondo fosse una grande monocultura cognitiva e agricola?

Credo che  sia fondamentale salvaguardare la nostra tradizione contadina, le conoscenze popolari  e la nostra storia fatta di grandi flussi migratori, di culture che si mescolano e confrontano, proprio come qui in questo pascolo , dove ogni pianta ha la sua funzione ben precisa, il suo ruolo.

Allora rimpossessiamoci dei campi ed impariamo a conoscere la terra, ciò che gratuitamente ci dà.

Apprezziamo la sua spontaneità, che in fin dei conti è la sua ricchezza.

Non sono forse le cose più spontanee e “di pancia” quelle più emozionanti e forti nella nostra vita?

Allora smettiamola di chiamarle malerbe, iniziamo a celebrare le ERBE SPONTANEE e non si sa mai che mangiandole facciano rifiorire anche le nostre menti!

Buona Liberazione a tutti!

Lucia